CURRICULUM

Giancarlo Savino nasce a Napoli nel 1947 finiti gli studi con un diploma di disegnatore meccanico comincia la sua attività artistica che oltre alla pittura si manifesta attraverso la musica, la poesia e il teatro. 

Tutti questi interessi, lo stimolano ad una riflessione più complessiva. A pensarsi come parte di un tutto. Da qui nasce la sua “vocazione” teorica e organizzativa al lavoro di gruppo. 

Il suo impegno costante è liberare l'arte contemporanea dell'asfittica rete del mercato che, a suo dire, ne impedisce la visibilità e il confronto. 

Un sistema che nella sua ricerca della “novità” a tutti i costi, si presenta come autoreferenzale. In pratica, un ristretto numero di “esperti” decide cosa è o non è arte. A questo stato purtroppo si uniformano anche le istituzioni che non organizzano più concorsi, rassegne e bandi, scoraggiando di fatto qualsiasi confronto.

Questo modo di fare, crea soggezione e di fatto, allontana il “pubblico”dall'arte.

La sua prima risposta teorica e organizzativa per il confronto e la visibilità è l’istituzione degli studi aperti, nella prima versione a Napoli e poi a Roma con il sostegno dell’assessore Borgna,  del Darc  e del  Ministero dei beni e le attività culturali.                                                                     La manifestazione viene recepita molto bene dagli artisti che aderiscono in massa. Nel 2006  sono 600 gli studi aperti. Questo movimento è  segnalato dai media. (vedi Rai 3 e il Venerdi del quotidiano la Republica) 

La seconda è il coinvolgimento di poeti, scrittori e filosofi come figure critiche nel campo dell’arte come A. Tabucchi, Erri de luca, M.G.Calandrone,  Jean-Noel Schifano, F.Gifuni etc… 

 Inoltre da quasi 10 anni  si occupa, in modo del tutto gratuito, ad opere nella natura. Si tratta di  sculture / templi in cui l’artista, utilizzando  materiali di recupero, per lo più , tufo, travertino, legno e ceramica.                                                                                   

L’obbiettivo è riaffermare il concetto di bellezza, soprattutto nelle periferie di Roma, come I 650 mq. di Murales a la Magliana (piazza de André)che illustrano tutta l’attività poetica dell’artista e ultimamente la grande scultura “tempio della comunità” Opera fissata tra via Poggio verde e Marino Mazzacurati a Corviale o la decorazione intorno alle vasche di cemento, sempre a Corviale e la pitturazione del pavimento del lungo ponte (86mt) che collega via Mazzacurati con l’ingresso del grande edificio,comunemente chiamato serpentone .                                                           

A questa attività va di pari passo il lavoro nelle scuole  dove ha portato con vari progetti altri artisti a fare opere e laboratori (liceo Mamiani – istallazione “un muro nella testa”) scuola Regina Margherita) Progetto Remo. 

Ultimamente ha elaborato un progetto molto ambizioso, quello di  edificare dei centri di educazione visiva nelle scuole medie.     Tutta la documentazione è visibile sul sito: www.giancarlosavino.com   

 

Attività

 

La sua attività inizia nel 1966 a Napoli dove partecipa, presso la Spelonca, studio dello scultore napoletano  Gabriele Zambardino, alla sua prima collettiva d'arte. 

In questo studio, incontra molti artisti, attivi in quegli anni a Napoli, tra questi, Dino Greco, pittore che è vicino al gruppo '58 e con cui stabilisce un rapporto di amicizia e apprende tecniche e modalità e Paolo Ricci pittore e giornalista che dalle pagine dell'Unità, in qualità di critico d'arte descrive il fermento culturale della città. Sarà sopratutto lui ad incoraggiarlo nella scelta di “artista a tempo pieno”.

Nel 67 sempre a Napoli, si avvicina al teatro sperimentale (teatro Alfred Jarry) sotto la direzione di Mario e Marialuisa Santella seguaci del metodo Grotowskiano, partecipa con gli attori G.Dario, E.Pedicini, M.Honorato, O. Nicolaus, alle messe in scena come ideatore degli effetti luce e dello spazio scenico. Proponendo una visione della luce “autonoma” e indipendente con la collocazione di decine di lampadine in appositi alloggi (per lo più materiali poveri - barattoli di pomodoro svuotati e ripuliti) che collegati ad una pulsantiera, gli permettono di accendere o spegnere la luce della scena secondo una modalità del tutto casuale. In particolare “Full out”  ultimo spettacolo a cui partecipa l'uso della luce “autonoma” produce il massimo risultato negli spettatori. Quest'attenzione al lapsus e alla casualità sarà successivamnte uno dei suoi tratti stilistici sia nella pittura, nella scultura che nella scrittura. 

 

Nel 1968 è a Napoli con Arturo Morfino, musicista e ideatore del Play Studio. Luogo d'incontro della sperimentazione musicale. Partecipa come batterista e percussionista al gruppo free jazz di Mario Schiano e con Bruno Limone e Arturo Morfino alla sperimentazione della musica concreta. 

 

L'anno successivo, accompagnando R.Giannetti giovane scrittore e amico on the road incontra a Milano, Dino Buzzati 

Con Buzzati intrattiene un rapporto di scambio che sfocierà nella proposta di una mostra alla galleria Cortina di Milano. (vedi nota dal libro 4 saggi su Dino Buzzati)

 

Nel 1973 lascia Napoli e si trasferisce a Milano dove per qualche anno svolge un'attività parallela tra politica e cultura sul fronte dell'opposizione extraparlamentare. Con il Movimento Culturale Rivoluzionario dove incontra artisti e intellettuali come F. Leonetti, E. Mari, P. Spagnulo. R.Carpentieri, PierAngelo Bertoli. Ancora una volta, sono gli incontri a sollecitargli nuove vie espressive 

Non è un buon periodo per l'arte e la stessa sinistra nella quale milita, la giudica borghese e reazionaria. Bisogna adattarsi, anche perché nel frattempo oltre alla figlia Paola, gli sono nate altre 2 figlie: Stella Rossa e Maria. 

 

Nel 1976 finita l'esperienza politica, si concentra sul lavoro artistico e riprende i contatti con le gallerie. 

A Napoli torna nel '79 dove cerca di riorganizzarsi, ma un grave incidente stradale lo costringe a letto per alcuni mesi. Prima di rimettersi in attività passa più di un anno. 

 

Nel 1980 realizza un lavoro sullo stereotipo. Con un sottile lavoro manuale di collages (photoshop non è era stato ancora inventato) Savino, utilizzando una sequenza classica di cartoline turistiche su Napoli, ne stravolge il paesaggio fino a confonderne i segni caratteristici della città. Il lavoro viene  esposto al Goethe Institute con il titolo: funzioni di lettura del'occhio. Il lavoro è sostenuto in catalogo dallo scritto del sociologo dell'arte e della letteratura  Giovanni Bechelloni , dall'artista filosofa Lina Mangiacapre e Maria Roccasalva. Le immagini sono riportate nel volume V degli annali della Storia d'Italia Ed. Enaudi.  

(La Repubblica 19 maggio 1981 a firma M.Bonuomo)

 

Nel 1981 realizza la prima pittura urbana di Napoli. 

La pittura è realizzata sulla scalinata S.Francesco (angolo via dei mille)con l'aiuto di Consuelo Chierici il titolo è“la caduta del Re” e viene accolta anche come una risposta critica alla politica della gestione culturale in quegli anni a Napoli.

l'evento è ampiamente registrato dalla stampa cittadina  tra cui il quotidiano Paese Sera del 15 Ottore 1981    Savino cala il suo Re su una scala a  firma Maria di Domenico e Napoli notte a firma Maurizio Vitiello e Salvatore Piscicelli  che lo presenta nel Film Blus Metropolitano come fondo scena. 

 

Nel 1982 è presente nella mostra “Texitura pittorica”- in occasione del XII Settembre al Borgo - Palazzo dei Vescovi di Caserta Vecchia 

Personale allo Studio Oggetto di Caserta (gazzetta di Caserta a firma Enzo Battarra) 

 

Nel 1983 fonda insieme a Consuelo Chierici, Aldo Arlotta e Raffaela Mariniello l'ass.culturale “Materiali in disordine” e con questa, organizza a Castel dell'Ovo al prima rassegna regionale delle arti . La manifestazione è denominata “Campania felix” L'evento trova ampio successo di pubblico e viene ripresa dai media nazionali. Oltre alla sezione arti visive, curata da Enzo Battarra, comprende anche la fotografia tra cui A. Biasiucci, L.Ferrara, C. Accetta, F. Donato la musica, il teatro e per la prima volta una rassegna sul gruppo napoletano della poesia visiva (Luca, F.Capasso, A.Vitiello, G.Manigrasso, S.M.Martini, F.Piemontese, A.Russo, F.Cavallo) curata da Matteo D'Ambrosio. Poiché l'evento è organizzato da una associazione di artisti, viene osteggiato dalle gallerie private che vedono in questa iniziativa una vera e propria ingerenza nell'attività e nella gestione dell'informazione culturale della città. 

In particolare Lucio Amelio, bravo e attivo gallerista della scena napoletana di quegli anni,  attiva tutte le sue “conoscenze” per screditare la manifestazione. 

Il risultato di questa campagna diffamatoria, determina una grande curiosità nel pubblico che accorre numerosissimo (si stima che quasi 10.000 persone abbiano visitato la mostra al Castel dell'Ovo) 

vedi: “il Mattino” art. di M. Buonomo- L'espresso  art. di F. Vincitorio (rubrica dalla parte dell'occhio) –  Paese sera – art. di Maria Roccasalva. Il manifesto Italia etc...

 

Nello stesso anno inizia un'attiva collaborazione con lo studio “il Castello” di Maddaloni e lo studio Miele di Nola con cui è presente ad alcune fiere d'arte (catalogo di Expo Arte Bari) e invitato a Berna dalla Kunstkommission per la mostra “Revanche” promossa da C.Von Tavel direttore della kunsthalle di Berna e BBW. All'evento partecipano anche gli artisti A.Casciello e S. Emblema.

Nello stesso periodo, partecipa a mostre rappresentative come quella di Firenze “nuove tendenze in Italia” a cura di Eduardo di Mauro,

Nell''84 è invitato a Gravina di Puglia da Grazia Terribile a partecipare all'evento “intervento omocromico” (vedi catalogo e video) In questa occasione realizza un'opera dal titolo: “ qualcosa è successo” si tratta della costruzione di una piccola casa di legno, successivamente data alle fiamme. 

Nello stesso anno, parallelamente alla sua attività di pittura e scultura, ma sempre da artista, collabora con A. Neiwiller alla realizzazione di spettacoli teatrali di matrice espressionista tra cui: Storia naturale infinita prodotto dal festival di Sant'Arcangelo e teatri uniti 

Nell'86 raccoglie intorno a sé alcuni artisti e fonda a Napoli con D.Izzo, S.Ravo,G.Ceraldi, C.Chierici, S.M.Martini e A.Neiwiller, il gruppo Virus e successivamente con altri artisti tra cui F. Donato, A. Biasiucci. M. Balatresi, lancia il progetto di "Studi aperti". 

Studi aperti è la risposta etica ed organizzativa contro l'ottusità del mercato e di quegli artisti che  si lamentano per la mancanza di visibilità, ma sein modo passivo, senza una proposta alternativa.  (Fridaire -  a firma Gianni Montesano) Paese sera - L'arte apre le porte.                         Per Savino, aprire lo studio, metterlo al centro del fare arte è fondamentale. Questo sarà il suo primo e, non ultimo, tentativo di riavvicinamento diretto, senza filtri e mediazioni, tra artisti e pubblico. La formula attrae l'attenzione degli artisti e della critica. Molte le pubblicazioni a questo riguardo : Il Mattino di Napoli, la rivista Juliet art magazine e Flash Art  a firma G.Perretta. Frigidaire a firma G. Montesano, NDR e Napoli Oggi a firma Arcangelo Izzo. Alcuni anni dopo, lo storico dell'arte Vitaliano Corbi dedicherà molte pagine alla manifestazione Studi Aperti nel volume: "Quale avanguardia? Artisti a Napoli nella seconda metà del novecento".  

Ancora una volta la manifestazione trova l'opposizione dei galleristi che non comprendono l'ampio respiro teorico e preoccupati che lo studio possa sostituire la galleria criticano l'operazione e chiedono agli artisti di non aderire. Ciò nonostante, la quasi totalità degli artisti partecipa alle giornate degli studi aperti. La manifestazione viene divulgata attraverso un depliant in cui sono indicati i nomi degli artisti, l'orario e i giorni in cui è possibile visitarlo. Per l'occasione viene redatto e fotocopiato in numero limitato ( 150 copie) un librettino formato 9 x 21 

E' la prima volta che il pubblico entra nello studio di un artista. Quì, è possibile parlare con lui, guardare il lavoro finito e i progetti. Il tutto in un'atmofera “affettuosa” . 

Attività documentata da: il mattino “ da Virus Trio anti-romantico a firma C.Grassi,

Il Mattino Un Virus in città – Repubblica “un Virus nel centro storico. Una mostra contro la festa – 

 

Dall'86 al 1991 il gruppo Virus ridotto a soli 3 artisti (G.Savino, D. Izzo, C. Viparelli) espone in varie manifestazioni nazionali e internazionali: studio Scalise di Napoli  alla Overgade, galleria della città di Kopenaghen, Kanten galleria della città di Goteborg, 

alla DAMFZENTRALE promossa da Ulrich loock direttore della KunstHalle di Berna. (catalogo Virus stampato a cura della Provincia di Napoli. Scritti in catalogo a cura di Gabriele Perretta e Oreste Bilotta ) n° 31 e 32 di Juliet art magazine a firma G. Perretta.

La rivista Wiener : Mia grella Napoli / il gruppo virus (luglio 1988)

Progetto: Funtana – Sassari – costruzione di una fontana presso la scuola elementare di S.Giuseppe ( vedi:  La Nuova 14 Aprile 1991 a firma Marco Magnani)

 

Alla fine del 1991 si scioglie il gruppo Virus

 

Nel 1992 dopo la personale alla STALKE GALLERI di Copenaghen Danimarca, partecipa allo spettacolo di Antonio Neiwiller L'altro sguardo prodotto da Volterra dei teatri e teatri uniti

Nel 1993 partecipa alla manifestazione “NAPOLI a NANTES Artisti Napoletani in Mostra a Nantes - Francia

Nel 1994  Muore Antonio Neiwiller, amico fraterno e artista. Con la morte di Neiwiller comincia un periodo di viaggi e domicili in varie città europee tra cui Parigi e Monaco. Dall'incontro con Antonio Tabucchi nasce, prodotto dall'Electa Napoli, un libro di acquerelli, dal titolo “frame café”che con la prefazione di A. Tabucchi. Il libro è dedicato ad Antonio Neiwiller.                                                                                                                    (la Repubblica: Sostiene Pereira che il pittore Savino...intervista ad A.Tabucchi) 

Nel 1995 dirige per conto di Theatre en vol l'evento teatrale MANGIATORI di TERRA (festival di Quartu S.Elena)  

Nello stesso anno Scrive e dirige il cortometraggio QUI’ NON VOLANO PIU’ MOSCHE

 Nel 1996 ha una personale alla STALKE GALLERI di Copenaghen – Danimarca 

All'Istitut Grenoble (Istitut Francais de Naples) e  Alla taverna degli oziosi (Napoli)      

vedi: Giornale di Napoli  del 27  - 01 – 96 a firma Donatella Gallone

Nel 1997 lascia Napoli e si trasferisce a Roma dove fonda con altri artisti l'associazione "Studiaperti & Artisti Associati". Facendo tesoro delle esperienze passate, ripropone la formula degli studi aperti, ma in modo più diffuso, con eventi negli studi e un'adeguata comunicazione attraverso i media. La risposta è molto positiva. Alla prima edizione vi partecipano oltre 40 studi.  

(vedi la Repubblica – Il Venerdi della Repubblica) . La manifestazione è sostenuta dal ministero dei beni culturali e dal comune di Roma.  

- trova Roma)

 

Nel 1998 espone a Merano nello spazio di Jacob De Chirico una  serie di acquerelli

 

Nello stesso anno scrive e dirige il mediometraggio “ nel corso del fiume”

Inoltre, partecipa nel 1999 alla manifestazione: gli artisti e la malattia mentale” Si tratta di una manifestazione che di fatto aprono il manicomio di Aversa (Ce) alla città.

Savino partecipa con un evento poetico dal titolo: dell'infinito canto con Pino de Stasio

Nel 2000 espone al Palazzo delle esposizioni di Roma nell'ambito della rassegna “il tormento delle figure” 

 

Nel 2001 partecipa alla mostra “Botanicum” – Munchen (Germania)

Nel 2002 Partecipa alla  Rassegna triennale di Studi aperti “la tentazione di esistere” presso il complesso del S.Michele. 

L'evento è a cura del Ministero dei Beni e le attività culturali che produce anche un catalogo. 

Nello stesso anno inizia la collaborazione con Valter Malosti e il Teatro di Dioniso  – disegnando le scene dello spettacolo DRIVE con Michela Cescon. Lo spettacolo debutta al Festival di Benevento diretto da Maurizio Costanzo 

Nel 2003 sempre per conto del teatro di Dioniso cura le scene dello spettacolo Hamlet X, lo spettacolo viene replicato in Italia, tra cui il Teatro Carignano di Torino e Teatro Valle di Roma. 

Nel 2004 realizza  una scultura per la collezione permanente del Museo Opera Bosco di Calcata. (catalogo a cura del Museo)                              Nello stesso anno, una sua scultura è acquisita dal Museo M.A.G.I di Cento (Bo) L'opera è presente nel volume Artisti italiani del novecento (volume anni 40) a cura di Giorgio di Genova.

Nel 2006 espone al Palazzo dei sette di Orvieto con una personale dal titolo “Mal di terra” una serie di lavori di grande formato. (testo in catalogo dello storico dell'arte Paolo Balmas) 

Rassegna LITE contemporanea  (Trento) a cura di Sara Silver

Istallazione “presenze in trappola” Rocca di Carmigliano (Prato)   

La manifestazione di studi aperti raggiunge la sua massima esponsione e visibilità con l'apertura di 600 studi e la diffusione della guida attraverso il quotidiano la Repubblica, ma è anche l'ultima edizione poiché le istituzioni, per motivi economici decidono di non sostenerla più. Ma ormai il modello è conosciuto e si diffonde in tutta Italia con manifestazioni di singoli studi o in piccoli gruppi di artisti. 

Sempre nel 2006 vince il primo premio Arte Roma Contemporanea (sez.scultura) 

Partecipa, in qualità di direttore artistico al film “Ossidiana” regia di Silvana Maja

 

Nello stesso anno Fonda l'associazione Comunità X – artisti di Corviale con cui elabora la teoria di un Museo urbano di Roma. 

Il progetto prevede la realizzazione di opere da collocarsi nel tessuto urbano. Un modo per produrre una educazione visiva pubblica. 

  

Nel 2010 parte il progetto “Per una nuova geografia sentimentale”.

Si tratta di strutture in forma di templi, realizzati in pietra o altri materiali locali da posizionare in alcuni luoghi 

Il primo è stato realizzato a Friggintini in sicilia – proprietà del Guercio                                    

il secondo a Poggio Mirteto, nella Sabina – proprietà Bonanno)                                                  

il terzo a castiglione in teverina loc. Porcino proprietà Abbate-Mallaier                                                     

il quarto nel piccolo emiclico di  Corviale (Roma) proprietà Ater 

 

Viene selezonato dall'associazione Galleristi italiani ad esporre al Museo Canonica di Roma. (7 Marzo 2010)

(opera in catalogo con testo di Fabrizio Gifuni)

 

Nel 2011 è invitato da Vittorio Sgarbi ad esporre alla 54° Biennale di Venezia - Opera in catalogo nazionale  

Palazzo Reale di Milano e Palazzo delle esposizioni di Torino (sala Nervi). 

 

Nello stesso anno un suo acquerello e un testo ad esso colegato è pubblicato nel libro Racconti con figure di Antonio Tabucchi ed. Sellerio

 

L'anno successivo comincia a lavorare ad una serie di sculture di legno bruciati dal titolo  "Alfabeti perduti" – 

Nel 2013 vince il primo premio nella sez. Artisti italiani al Premio internazionale Limen (Vibo Valentia) 

L'opera è acquisita nella collezione della Camera di Commercio di Vibo Valentia

 

Nel 2014 espone al Palazzo Vietti di Roma. 

 

Da Marzo 2015 promuove il progetto “le porte del futuro” Si tratta in effetti di un laboratorio che cerca un collegamento con le nuove generazioni. Il lavoro si svolge presso la scuola media statale Regina Margherita di Roma e coinvolge oltre a Giancarlo Savino gli artisti: Nicola Spezzano, Francesco Filincieri, Enrico Grasso, Salvatore Ravo, Elisabetta Catamo, Elena Cappellini, Michele de Luca.

Il lavoro è documentato attraverso il foto/video di Marco Polimeni 

 

Il tema della porta, dopo essere stato discusso in tutte le sue valenze pratiche e metaforiche con un ampio lavoro, da parte degli alunni, di disegni, progetti e note, viene sviluppato dagli alunni coordinati dagli artisti, in un lavoro pittorico sulla parte interna della porta dell'aula, come immagine e messaggio da tramandare a “futura memoria”. Mentre la parte esterna della porta viene dipinta da un artista. Tuttto il processo apre alla conoscenza di cosa è fatto il lavoro dell’artista, come nasce un’opera d’arte e come se ne percepisce il valorei tratta di riconsegnare l’arte alla sua fruizione pubblica, libera, in relazione con la vita quotidiana, come necessità dell’anima in grado di migliorare il futuro. 

Un vero e proprio appello agli artisti e ai poeti affinché entrino nei luoghi dove si formano le nuove generazioni. 

Ancora una volta un'azione di contrasto al modello sociale che pone il denaro, come unico valore con cui misurare ogni cosa. 

La riflessione su questa esperienza porta alla proposta di aprire presso la scuola Regina Margherita un vero e proprio Centro di educazione visiva.

Nel 2016 espone  alla LuxArt Gallery di Trieste allo spazio  CUT  di Milano con  Consuelo Chierici , progetto Earthling-Terrestri.  

                            Partecipa alla mostra  collettiva  itinerante nelle  biblioteche di Roma

Nel 2017 espone alla Temple of Art gallery di Roma  

                            Allo Studio il Castello Maddaloni (Ce)

Nel 2018 partecipa al progetto REMO ed installa un’opera permanente nella scuola Regina Magherita di Trastevere (Roma)

Nello stesso anno realizza nel piccolo emiciclo di Corviale la scultura "Tempio della comunità"

A fine giugno 2018 uscirà il libro "Ittum" con la raccolta di 50 inchiostri

Nel 2019 l’editore francese Cohen&Cohen pubblicherà una monografia su “50 anni di lavoro”

 

Come si vede, l'attività artistica di Giancarlo Savino  pur spaziando dalla pittura alla scultura alle istallazioni e in molte altre forme, senza trascurare la letteratura e la poesia, con cui ha spesso interagito, riflette sulla società, sul sentimento del tempo contemporaneo con opere che si caratterizzano per la forte espressione della presenza umana. 

Un lavoro energetico, veloce e gestuale. Pieno di suggestioni visionarie. 

 

 

 

 

Hanno scritto sul suo lavoro :

Paolo Balmas,  Enzo Battarra,  Giovanni Beghelloni,  Morten Beiter, Massimo Bignardi, Michele Buonuomo, Erri de Luca, Vitaliano Corbi, Giorgio di Genova, Arcangelo Izzo,  Amelie Fried, Antonietta Fusco, M.T.Lemme,  Ulrich Loock,   Gabriele Perretta,  Paolo Ricci,  Maria Roccasalva,  Enzo Santese, Antonio Tabucchi, Cristof Von Tavel, Jean-Noel Schifano,  Andrea Appetito, Massimo D’anolfi. 

Nel 1994  la Electa ha pubblicato un libro di acquerelli e pensieri dal titolo “Frame cafè” con un inedito racconto di Antonio Tabucchi.                Nel 2011 è presente nel volume Racconti con figure che Antonio Tabucchi ha pubblicato per conto dell'ed. Sellerio

E' presente inoltre :

 

Storia dell’arte italiana del ‘900 a cura di Giorgio di Genova

Storia d’Italia ed. Einaudi volume V degli annali (il paesaggio)

Quale avanguardia?Arte a Napoli nella seconda metà del ‘900 saggio a cura di Vitaliano Corbi

Flash art - Il Segno – Juliet –  Art forum / ovest  Wiener (Monaco)

 

Opere inserite in collezioni pubbliche e private:

collezione del Guercio       

M.A.G.I  Museo Bargellini       Museo delle generazioni del ‘900 italiano – Cento (Bologna)  

Museo Opera Bosco                  Collezione permanente – Calcata (Roma) 

Associazione Reale per l’arte contemporanea – Copenaghen - Danimarca 

Sam Jedig                                   Copenaghen - Danimarca

Stalke Galleri                             Copenaghen  - Danimarca

Studio Miele                               Nola (Na)

città di:  S. Anastasia (Napoli)

               Berna – collezione - Svizzera

               Caserta - Fondazione sito di Carditello

               Vibo Valentia – Camera di Commercio

               Pinacoteca de  l’Aquila